Un’ideale da incarnare nella Storia di oggi

Il XX Capitolo Provinciale dei Padri Sacramentini Italiani ha indicato nella pastorale vocazionale uno dei quattro ambiti da privilegiare. Dopo un anno di cammino, ci siamo dati degli strumenti: un animatore vocazionale provinciale, un’équipe, degli animatori vocazionali locali, le comunità, un progetto di pastorale vocazionale.
È questo progetto di pastorale vocazionale che consegniamo a tutti i religiosi e a tutte le comunità, ben coscienti che il più resta ancora da fare. Proponiamo la pastorale vocazionale come un obiettivo importante perché crediamo che il carisma, donato attraverso p. Eymard alla Chiesa e al mondo, sia ancora attuale.

L’ideale di p. Eymard: far conoscere a tutti gli uomini l’amore di Dio rivelato nel sacramento dell’Eucaristia, è il cuore del nostro impegno vocazionale. Egli oggi lo affida a noi, come lo aveva affidato ad una sua corrispondente: “mi piacerebbe tanto che girasse con una torcia in mano, simile alla folgore, a mettere il fuoco dell’amore eucaristico dappertutto” (lettera a Tholin-Bost, 16 marzo 1858). La pastorale vocazionale rappresenta una sfida per ciascuno, perché prima di tutto è questione di riappropriarci della nostra vocazione, per poi saperla proporre in modo attraente e convincente, donando il cuore pulsante della nostra vita.

La pastorale vocazionale domanda il coraggio di dialogare con il nostro mondo, in particolare con quello giovanile; per tanti aspetti diverso dal nostro, ma con un punto in comune: la sete di gioia, di pienezza, la sete di Dio. La pastorale vocazionale domanda un’attenzione a tutti i “luoghi” dove le vocazioni hanno il loro sviluppo: le famiglie, le parrocchie, i gruppi, le associazioni e i movimenti; domanda un respiro ampio di Chiesa; domanda di collaborare e di operare per costruire e far crescere la “casa e scuola di comunione”.

Implichiamoci con rinnovato slancio in questa sfida, concentrandoci su ciò che può essere fatto. La preghiera e l’offerta della propria vita, con le sue gioie, i suoi dolori, non è poca cosa, se ci crediamo. Anche tutti coloro che condividono il carisma di S. Pier Giuliano Eymard dovrebbero essere coinvolti nella promozione del tipo di vocazione che lui ha sognato. Non vogliamo sopravvivere ad ogni costo, è la nostra missione che ci provoca a ravvivare la nostra vita e ad accogliere la sfida della pastorale vocazionale.
Per realizzare questo impegno domandiamo l’intercessione della Madonna del Santissimo Sacramento e di S. Pier Giuliano Eymard.

Fraternamente
P. Manuel Barbiero sss (Superiore Provinciale)
Prato, 15 ottobre 2004



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